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Il vino biologico rappresenta per la Sicilia una grande opportunità, sia sotto l’aspetto economico che sotto l’aspetto ambientale, quale concretizzazione di un modello produttivo e culturale sostenibile, alternativo e capace di guardare ai consumatori e al mercato del futuro. Per la vendemmia 2010 entrerà in vigore il regolamento europeo sulla vinificazione biologica che andrà a completare il quadro normativo vigente e quindi permetterà di definire e certificare anche il “vino biologico” e non più solamente il “vino da uve biologiche”. I contenuti del regolamento avranno come base scientifica i risultati del progetto ORWINE (www.orwine.org) che si è appena concluso e le cui raccomandazioni regolamentari sono già state presentate allo SCOF (Standing Committee on Organic Farming). Di conseguenza i contenuti tecnici del regolamento sono già in buona parte prevedibili anche se la discussione politica tra Stati membri che ne definirà il dettaglio è ancora in corso. L'Italia è il primo paese comunitario per superficie vitata condotta con il metodo biologico (41.000 ha nel 2008, inclusa l'uva da tavola). In Sicilia il “vigneto biologico” contava nel 2008 circa 10.000 ha, il 30% della superficie nazionale, tutte aziende che già si affacciano ai mercati nazionali ed internazionali ed hanno scelto di percorrere la via del biologico sia per motivi ambientali che per motivi salutistici (propria e dei consumatori), ma sopratutto per l'evidente opportunità di qualificazione commerciale. Inoltre, dagli incontri informativi effettuati da AIAB-Sicilia con gli operatori vitivinicoli è emerso un grande interesse da parte dei viticoltori convenzionali più attenti all'evoluzione tecnica e di mercato, cosa che significa una potenziale conversione al biologico di numerosi produttori viticoli regionali non appena la situazione normativa comunitaria sarà perfezionata. L'obiettivo generale del progetto è quindi preparare dal punto di vista tecnico gli operatori vitivinicoli regionali a condurre (e convertire) il vigneto e la cantina al metodo biologico, applicando correttamente le tecniche più moderne in modo da raggiungere sia le finalità ambientali che quelle qualitative del vino finito. Si individua, infatti, nella possibilità di produrre, certificare e valorizzare il “vino biologico” un'importante opportunità per i viticoltori siciliani già biologici ma anche per un significativo numero di produttori ancora bloccati dalla mancanza di un quadro normativo che consentisse di completare la certificazione del “vino biologico”, e soprattutto di un modello produttivo definito e disciplinato. Tutto ciò in un contesto di costante crescita di interesse da parte del mercato globale per il vino biologico e biodinamico come dimostrato, tra l'altro, dagli studi di mercato svolti nell'ambito del progetto ORWINE.